sabato 3 dicembre 2016

Le improbabili interviste di Pelò

"Messaggio Promozionle"

Ironiche
Emozionanti
Sceme
Vere
Non Sense

"Le improbabili interviste di Pelò"
personaggi famosi, atleti olimpionici, atleti di tutti i giorni, non atleti  intervistati sarcasticamente fino a un certo punto da Pelò*** con la supervisione di AndreaPelo di Giorgio.
Per leggere l'e interviste clicca sull'immagine della redazione Domani Arriva Sempre


























***l'immagine di Pelò è creata e curata dal bravissimo fumettista Beppe Beppetti 


Domani Arriva Sempre
Andrea Pelo di Giorgio



martedì 29 novembre 2016

Vota Forse

E' solo un modo di giocare, sdrammatizzare, sorridere su qualcosa che sta rendendo la gente sempre più rigida, nervosa, saccente e cattiva.

Tutti (molti) pronti ad alzare la voce, a commentare con  lettere maiuscole, apporre simboli cercando di imporre il proprio modo di pensare (a volte solo sentito dire, riportato e neanche capito) come se fosse legge.

Servirebbe qualche respiro in più ed un po' di leggerezza che porti a sorridere affrontando con tranquillità e maggior leggerezza la situazione.


Da non appassionato di politica ed anche abbastanza ignorante in materia un idea l'ho maturata  quindi Domenica 04 Dicembre esprimerò il mio parere  apponendo la croce a Sx o Dx della scheda elettorale ...... non importa dove (non amo sparare ai 4 venti la mia decisione).

Mantengo ben fissa una mia certezza:

- finchè non riusciremo ad anteporre umanità/natura agli interessi economici non ci sarà sinistra, destra, si, no e costituzione che tengano.

quasi quasi voto forse :-)

#flebilisperanze


domenica 27 novembre 2016

Più 130,00 € ......Garanzia Garmin

Poi si rompe, dopo neanche un anno di vita.
Ha imbarcato acqua nonostante la sua impermeabilità, pubblicizzata nelle schede tecniche e manuale di manutenzione, comprovata da vari usi marini nel corso dell'estate appena passata.
Non ha retto all'acqua clorata della piscina nella quale ha ripreso tratti di allenamento.

Garmin Virb Elite, modello precedente, acquistata da rimanenze mentre già la nuova da molto tempo (penso da più di un anno) è sul mercato.

L'invio in Garmin viene fatto tramite il punto vendita XXX (gentilissimi)

10 giorni circa ..... diagnosi, rispote, possibilità

-Garmin Virb Elite non si aggiusta
-Non è in garanzia manca lo scontrino  (la registrazione sul sito Garmin non conta)
-Possibilità  nr. 3
1) Sostituzione con una nuova con aggiunta di € 130,00
2) Spedizione della Garmin Virb  Elite  indietro ...... appena € 40,00
3) Abbandono della Garmin Virb Elite che sarà rottamata direttamente da loro.

Irritato per la garanzia non ricevuta,
cosciente di non aver  lo scontrino  (mi era stato detto che la registrazione del prodotto avvia è sufficiente per valida la garanzia)  mi informo da XXX e da altri negozi Garmin, i quali mi confermano (tutti) che la sostituzione sarà con il prodotto attuale essendo il mio fuori produzione da tanto tempo e neanche più pubblicizzato da Gamin sia nella vendita dell'oggetto stesso che degli accessori a lui legati.

Accetto la sostituzione con il prodotto, per me, attuale di pari gamma con l'aggiunta di 130,00 €

10/15 giorni circa .... arriva la sostituta.
XXX  mi consegna scatola, scontino e documenti.
All'interno una Garmin Virb Elite nuda e cruda (senza confezione) uguale al modello da me inviato (fuori produzione)
Rimango interdetto,  anche il negoziante, sia per il prodotto che per i tempi della spedizione.

Faccio una ricerca sul web, Amazon Prime completo di confezione supporto e qualcos'altro a 164,00 €

Contatto Garmin:

a) Più che altro chi risponde si preoccupa di come faccio ad avere il numero di telefono riservato ai patner commerciali (sulla documentazione rilasciatami da XXX).
b) Mi dice che loro cambiano il prodotto con lo stesso modello fino a quando esso è disponibile
c) Il negoziante lo sa, deve mostrarle il preventivo  ......in pratica è colpa sua
d) Se fuori si trova a 164,00 €  ..... i prezzi di vendita non sono un loro problema
e) Il prodotto è in garanzia se è registrato su Garmin Connect (allora perché pago 130,00 € ?)
f) Se non si può riparare lo sostituiscono con un altro + il contributo (che garanzia è ?)
g) Torni a trovare XXX col quale sicuramente c'è stato un malinteso e ci faccia sapere

è un mondo difficile 

















Domani Arriva Sempre
AndreaPelo di Giorgio

giovedì 24 novembre 2016

lunedì 14 novembre 2016

1000 laghi ...mille volte

Non ero pronto ....... non ero mentalmente pronto a gestire una situazione così intensa, cosciente delle difficoltà dell'evento ma non pronto ad un estremo così spinto all'estremo.

Raramente mi è accaduto di vivere un pre gara così intenso, di sentirmi in totale balia del cuore non riuscendo ad incanalare con fermezza il pensiero nel sentiero positivo.
L'impossibilità di tener testa a ciò che sarebbe stato, compromettere la prova del mio compagno con un ritiro, la messa in discussione della scelta fatta.
Un tourbillon pazzesco aveva preso il via nella mia mente dal fatidico momento dell'immersione nelle rive del lago (dietro la nostra casetta al Camping dal nome impronunciabile) del crono di Rainer.

Un escalation,  dai 16° in picchiata verso i  ...... cazzo 10°  mentre sdrammatizzando facevo il cazzone in diretta su Facebook.
Un gesto dovuto, immergerlo nell'acqua,
saggio toglierlo prima che cancellasse la doppia cifra dal display.

Andergassen , Rainer, è il mio compagno di avventura (le gare Otillo sono esclusivamentee a coppie) colui che, dopo una stagione di agonismo passata a dissotterrare l'ascia di una sana ed agonistica guerra, aveva concordato con me la creazione del Team D.A.S der Gassen

10 ° gradi ..... da quel momento, aiutata anche dalla continua propaganda del Gira ( "non arriviamo neanche alla seconda frazione di nuoto !!! "),  la creazione di pensieri negativi e di sofferenza aveva una continuità d'esercizio  quasi imbarazzante e, pur cercando di non svilire il mio ruolo di cazzone, agiva come un masso pesantissimo sulle spalle .

Rheinsberg,  campeggio dal nome impronunciabile, il viaggio è andato bene.
A voler essere pignoli evidenziarei solo un check in fatto sul web (sito Ryan Air) non risultante (45 € .... a testa  il costo allo sportello ), una coda chilometrica all'aeroporto Bolognese, la partenza dell'aereo oltre un ora e mezza in ritardo ed una multa per divieto di sosta presa a Berlino nella sosta pranzo del venerdì.
Per il resto tutto perfetto,  nella piena allegria di una tecnologissima Renault Megane Grand Tour (rent) dentro alla quale si assisteva alla sfida tra il navigatore satellitare di bordo con l'applicazione Tom Tom del tablet di Eto Fornasari altro elemento ufficiale della gita fuori porta.
Completavano l'equipaggio Girasole Federico (il Gira di cui sopra) e Lisa moglie,supporter, addetta al recupero della salma, ehehehh, di Andrea Pelo di Giorgio.

Rheinsberg è un piccolo paesotto immerso in una naturalissima macchia verde  che caratterizza l'intera regione di quel tratto a nord di Berlino (appena oltre 100 km), terreno in cui oltre 3000 laghi si alternano a fantastici boschi che regnano sovrani imponendo le leggi della natura.
Piste ciclabili, sentieri boschivi (popolazione dalla cultura diversa) vengono percorsi a discapito delle auto,  fantastiche ville con possedimenti terrieri da paura sparsi nei territori sorprendono per la loro bellezza .
All'attuale si presenta con il classico vuoto di una paese turistico estivo avvolto ormai dal gelido inverno dando la sensazione di paese fantasmato.

Classico nordico, così come lo stile di vita,  col suo fascino, come certamente lo hanno le temperature fredde .....da noi però, specialmente in quest'occasione,  non particolarmente stimate.

Venerdì sera, 6 gradi esterni, già le borse sono aperte ed i materiali tecnici fuori nel tentativo di effettuare calde combinazioni.
Eto, che fino a qualche ora prima aveva sdrammatizzato sulle temperature, dopo aver inserito il piede per un paio di minuti in acqua correrebbe con dei calzini in neoprene ricoperti in lana di alpaca peloso del tibet, Girasole con la mano sx dolente (stessa sorte del piede) non si preoccupa più di portare avanti la sua personale teoria che Berlino est in realtà si trova all'Ovest ma ora blatera in continuazione narrando di futuri ritiri all'inserimento del piede in acqua alternando il tutto con risate miste tra ironico disperato erotico stomp  ed il satanico puro.



Di li in poi tutte le ipotesi  possibili, compresa quella del mostro di Locness fuggito da quelle acque lacustri per il freddo, escono dalle nostre bocche scatenando, si, delle risate ma incrementando (almeno per quel che mi riguarda) la velocità di quel difficile vortice emozionale sempre più padrone della mia psiche rendendomi schiavo di una tensione interna sempre più pressante.

La sera transita attorno ad un tavolo al ristorante centrale (sede del Rainer wi fi) proprio davanti ad una deserta zona arrivo (come del resto tutta la piazza) già dotata di vessilli Otillo.
Le cotolette ( 3 su 5 ) ed il resto del cibo sono di qualità, il traduttore tedesco italiano - Italiano tedesco  svolge regolarmente il suo compito in quella serata divisa tra l'ilarico ed il "tragico" mentre  il riscaldamento elettrico al campeggio soffia a ritmo incessante riuscendo a scaldare anche il quadrato (senza calorifero)  2x2 contenente 4 letti a castello nel quale avrebbero soggiornato i tre della Bologna bene.

4° all'ora del rientro, il lago ci sorride malignamente sbeffeggiando le nostre paure con la storia ...forse leggenda... narrante la visita quotidiana dell'anziana signora titolare del camping  per il classico bagno nelle sue acque  ......... naturalmente senza la protezione di qualsivoglia muta.

Notte calda ma solo a causa della pompa di calore che abbasso circa alle 3,00 della mattina attaccato da una sensazione di assenza di saliva e gola secca bestiale da far invidia all'aridità del Sahara.
I pensieri tensitivi girano in periferia dandomi la possibilità di dormire abbastanza tranquillamente ripresentandosi sotto la forma di Gira e Eto che a mattina presto sono già autolesionisti tornando al lago a far prove di piedi, mani, termometro.
Autolesionismo, masochismo, attacco psicologico ....saranno gli inquirenti a svelare il perché di queste ignobili mosse atte a creare tensioni dal potere corroborante.
Ognuno reagisce alla sua maniera,  Gira,  parla, parla e parla ridendo ad ogni sua dichiarazione che ci ritireremo subito; Eto , già molto più preoccupato del ieri appena passato, filosofeggia raccontando che l'uomo può; Rainer mantiene un tranquillo silenzio, io ..... io dico qualcosa, so per certo e di fatto che l'uomo può, che la mente giocherà un ruolo fondamentale ma quel freddo bagnato è capace di preoccuparmi molto agendo direttamente sul battito cardiaco che assume un ritmo alla cazzo capace di farsi sentire in continuazione ma non di essere previsto....... è un cane che si morde la coda presente  anche mentre facciamo i giri prefissati per l'acquisto di asciugamani, bagno schiuma dimenticati da me e Lisa all'atto di fare le borse.

Il compito della mattina è prettamente visivo,  osservare le facce e i comportamenti in gara dei partecipanti alla gara sprint; l'intento è quello di capire e dare un valore alla sofferenza con cui dovremmo convivere per un buone 6 orette.

Passeggiando in attesa intorno al tepore emanato dal lago ci imbattiamo anche in concorrenti che fanno la prova dell'acqua nel pre gara.
Sdrammatizzano, dicono che si può fare , l'acqua è fredda e fuori anche, ma si può fare,  ...suona quasi come un azione di autoconvincimento e forse non è neanche così incisivo visto che il giorno dopo almeno un paio di loro sono vestiti in abiti civili fuori dal campo gara.

La visione dei concorrenti in corsa nello sprint, invece, mi trasferisce una sensazione positiva; nei loro visi la stanchezza ed il solco causato dal freddo è ben percepibile ma offuscata dalla soddisfazione della lotta in corso.  L'agonismo, la grinta, l'esser fieri di esser lì a vincere ,più forti delle condizioni avverse, più forti dei propri timori,  domina indiscutibilmente il campo.
Mi lascio rapire dalla complicità agonistica di alcune squadre, dagl'incitamenti dell'uno nei confronti dell'altro al momento di entrare nell'ultimo tratto d'acqua oltre il quale la vittoria (per alcuni anche di classifica) sarà il coronamento della propria personale sfida.

La quiete prima della tempesta; io e Lisa corriamo fino al campeggio, 7 km,   soddisfando la domanda in carta bollata pervenutaci direttamente dalla nostra coscienza sportiva, a lei serve per soddisfare la sua quotidianità nel muoversi, sportivamente parlando, a me per scaricare fuori da corpo e, possibilmente, mente parte di quelle tensioni accumulate nelle poche ore precedenti oltre ricevere piccoli feedback dalla mia condizione fisica.
La parte bolognese torna al ristorante centrale per un ulteriore assalto ad altre cotolette mit kartoffen , paganelli mir trebbiano e via andare.
Magari c'è il tempo per fare anche un minimo di amore ...... magari (penso), ..... ma anche no, l'arrivo del trio TRIBO è praticamente simultaneo con l'uscita di Lisa dalla doccia ..... è veramente questione di un attimo nella vita :-).
Più o meno le 16,00 ,  fuori la temperatura sta crescendo a vista d'occhio, gli otto gradi sono ormai un traguardo raggiunto e consolidato mentre all'interno della casa di legno qualsiasi cosa utile a coprire lembi di pelle salta fuori dalle valigie.


Ritiro pacchi gara e brieffing tecnico previsto per le 17,30  ...un ora e trenta lunga , la tensione ha ormai il peso di un macigno coadiuvata dal loquace Gira che imperterrito continua ad alimentare la non tranquillità (almeno la mia) dipingendo quadri gara sempre più "drammatici" mentre "ravana"  tra corde moschettoni mute, gambali ecc. ecc.
Rimango seduto al tavolo con la mia tazza di caffè solubile davanti,  wafer, fette biscottate e qualsiasi altra cosa entrano randoom nel mio stomaco.
Se dessi retta al mio istinto mi stenderei nel letto allontanandomi da tutto, Lisa mi chiede se sto bene.  A dire il vero non lo so,  sono completamente in balia dell'agitazione, il cuore pugna con decisione sulla parete del mio petto,  il respiro chiede più aria.
Seduto inerme, cosa che fa anche Rainer comodamente sdraiato sul divano, attendendo l'ora della dipartita. Per noi giusto dieci minuti di movimento per preparare il materiale obbligatorio.

Ore 17, 30 brieffing tecnico nella palestra principale della City tedesca

- stessi argomenti
- messa  in guardia da parte dell'organizzazione per le condizioni atmosferiche (qualsiasi cosa succeda continuate a muovervi)
- gli altri atleti Italiani paventano pubblicamente le medesime preoccupazioni

.......la tensione scema.  
Fantastico.


l'entrare in "gara",
assorbire la carica sportiva che l'ambiente trasferisce,
esser parte di una competizione divenuta improvvisamente estrema,
percepire viva la propria forza mentale

è la magia capace di annullare, offuscare momentaneamente le preoccupazioni  a meno che non sia l'effetto delle bellissime scarpe indossate da Diego Novella che fa il suo ingresso in palestra accompagnato dal compagno di avventura Grillo Luca che racconterà, a posteriori, di aver accompagnato Diego ad una gita a funghi nei boschi germanici..... il potere del freddo nelle meningi :-)

Sgoccioli
giusto il tempo di una cena in compagnia ci divide o meglio mi divide (parlo per me) da quella che sarà certamente una lunga notte.
Dal brieffing direttamente al ristorante, noi 5 + Diego belle scarpe (come le mie) e Luca Grillo-Funghi.
Non sono neanche le 7, l'ora dell'aperitivo e poi e poi  guardando le abitudini italiane.

Veniamo rimbalzati da tre ristoranti in over booking, il quarto ci accoglie chiedendoci pazienza per i tempi lunghi di uscita delle portate perché la cucina è intasata di ordini.
Siamo rimasti in cinque dopo il forfait di Diego e Luca che preferiscono, visti i tentativi nulli, recarsi nei pressi del loro hotel situato chissà dove e chissà perché.
Sotto la guida del master traduttore Rainer non ordiniamo l'inusuale piatto vegetariano a base di carne di pecora  dividendoci in parti quasi eguali tra pasta e carne con un unione metabolica per la patata in questo caso saltata con il burro.

Il tema principale della serata non scosta minimamente da quello del giorno precedente e di quello appena passato.
La decisione di abbandonare il ristorante avviene sulle 9, 30  ..... l'uscire da lì vuol dire dare via libera al vortice emozionale che,come da regolamento intrinseco, non attende altro che avermi tutto per se.

La Megane Grand Tour segna 6° .... all'arrivo 5° .

Tutto è pronto, ordinatamente steso in modo disordinato nel pavimento della stanza,  le luci si spengono e lui diventa il padrone assoluto di quella lunga notte vicino a Lisa.

E' la cavalcata dei pensieri impazziti, un po' come il gioco con le mani che si fa con i bambini .... mettere una mano sopra l'altra in modo alternato togliendola da sotto.
Ogni pensiero difficile, di timore, di sofferenza viene immediatamente assalito da una mano che comunica positività, tranquillità, realtà.
So benissimo di non rischiare oltremodo, che male che vada deciderò di fermarmi, conosco il mio grado di resistenza alla sofferenza,  la mia volontà e sono al corrente di ciò che ho già fatto nella mia vita sportiva eppure, non c'è nulla da fare, l'ultima mano esce da sotto portando con se, in cima alla pila,  la paura di una sofferenza estremamente forte,  quella di cedere stoppando bruscamente le prova del mio compagno di squadra, il timore di un freddo insinuato fino all'interno delle ossa che mi possa causare danni.
Un mente inarrestabile, capace di arrivare a pensieri lontanissimi dalle righe del mio essere , spalleggiata da un


cuore che mi toglie il fiato ad ogni secco, potente ed irregolare battito.
Sfiancato  dall'impetuoso impegno la mentale, un inseguirsi pazzesco di possibilità, certezze, fantasie, fatti .....facezie.
Porto la mano di Lisa sopra al mio cuore......condivisione, ho bisogno di trasferirle la sensazione di quanto mi sta succedendo per sentirla ancor più vicina di quanto lei fosse già.
In due, a lei la parte del sonno a me quella degli occhi allampanati (anche se in realtà chiusi)
Lunghissima e continua, fatta eccezione per un corto periodo in cui la sogno,  mi porta a casa tanti cuccioli di Bulldog Inglesi che mi fanno impazzire regalandomi sorrisi.
Torna il gioco delle mani, una sull'altra ininterrottamente fino alle sveglie dei ragazzi (la prima di Rainer alle 4,30 ..... vuol fare le cose con calma) .
La mia è puntata alle 5,20 ....... non voglio alzarmi per almeno due snoozer da 10 minuti che spero durino molto a lungo. 5,40 è il momento, eseguo.
Tutto regolare, meno l'espletamento delle funzioni fisiologiche che mi regala poca soddisfazione.
Ore 6,30 ... 35  si parte con Lisa alla guida della quattroruote d'oltralpe ed un termometro che segna 3°.
Ci accompagna in paese dove 7 autobus partiranno alla volta di Wesemberg  paese dal quale Swim Run 1000 Lakes prenderà il via ufficiale.
Non salgo in autobus, ho ancora voglia di rimanere fuori dalla confusione ed aver vicino Lisa  alla ricerca di una tranquillità che mi garantisca poi di mettere il mio massimo lungo quel percorso tanto fantastico quanto temibile.
25 minuti di viaggio molto silente, respirato, l'ultima sfuriata cardiaca, per lui il tempo stringe per me è l'ora del cambio di tendenza che arriva magicamente e puntuale all'abbandono dell'auto con l'entrata simultanea nell'ambiente gara.
Sparisce, spazio alla concentrazione, alla voglia di dimostrare a Pelò che anche in quest'occasione ne  usciremo vincenti.
La location è fantastica ......verde sormontata da un vecchio castello dalla cui corte verrà data la partenza.
Selezioniamo accuratamente una zona per la nostra preparazione/vestizione,  facciamo uso del bagno naturale in mezzo alle umide frasche ( e qui ho veramente soddisfazione) ed indossate le fantastiche pettorine con i numeri  palindromi (86 DAS der Gassen 68 Swim Run Bologna) ci definiamo pronti al via ufficiale delle 8.30.


Venti minuti circa per un caffè caldo insieme a Lisa, per osservare i colori di quella temibile festa che sarebbe partita di lì a poco, per gradire l'uomo con l'organetto a manovella che infonde musica tipica nell'aria incamerarando aria positiva e la carica agonistica che servirà nel corso di quella sfida.

Pelò finalmente c'è , è pronto, la strizza , la tensione sono ormai convinzione e forza disponibile.
Chiarisco con Rainer che non ci sarà nessun problema nel caso di ritiro di uno dei due,
siamo lì per divertirci per dare il massimo di noi stessi, non per diventare eroi .... di che poi non è ancora chiaro :-) .
"D.A.S der Gassen" è un team già vincente così come lo sono tutti gli altri che si presentano in partenza compresi quelli nordici, invidiainvidia, in veste praticamente estiva.

Babbo natale.

Se i nordici si presentano con braccia/gambe libere al confronto io sembro Babbo Natale.

Ai piedi : Zoot  Ultra 7.7  (bellissime scarpe ai piedi anche di Grillo Luca e l'astro swimrun Diego Novella)
Ai polpacci/stinchi neoprene (tranci di muta Head) recuperati ed accorciati dal taglio muta solo per la parte.
Ai piedi - stinchi - polpacci : calzini lunghi a compressione Biotex  sopra al neoprene
Al pube : costume Turbo - Surfing Shop a doppio strato per una protezione massima
Al busto : maglia termica Biotex
Al corpo sopra : muta Head (grazie Aquatirunner e  Pelò)




Agli avambracci : tranci di muta head con sopra ed infilati sotto muta, manicotti in goretex
Alle mani : guanti in neoprene Minotti
Alla testa : cuffia in neoprene Minotti + cuffia gara
Sopra dorso: canotta non aderente Otillo
Accessori : pullboy - palette larghe speedo - occhialini gialli con lenti inbrunite non so - occhiali progressivi Rudy Project montati da Ottica Rudy  




Rainer, il mio socio d'avventura, è più o meno nella stessa situazione, un cenno di riscaldamento lungo i vialetti  giusto per "dire abbiamo mosso le gambe" , saluto ed un bacio a Lisa che potrei non rivedere più :-) ed entriamo nel recinto atleti.
Pochi  minuti ancora, giusti giusti per due chiacchere e #linboccaallupo agli amici, prima di prendere una posizione leggermente più avanzata e darci un ritmo di partenza stimato con un massimo e ambizioso 4'10" /km.

E' il momento, nessuna traccia del cuore impazzito, nessun pensiero negativo, solo voglia di partire, fare e provare cosa vuol dire SwimRun 1000 Lakes....... estremo :-)  .
Un colpo di canone libera la mandria composta dalle oltre 180 coppie suddivise tra uomini, donne e miste contraddistinte da colori diversi di pettorina .
Poche centinaia di metri ed è già natura, caldi colori autunnali avvolgono il passaggio degli atleti, sentieri stretti, sorpassi resi impegnativi da atleti che hanno già fissato tra loro la corda.
Per noi è una rimonta iniziale vista la partenza un po' troppo indietro, entrambi corriamo chiusi dentro la muta per incamerare il massimo calore disponibile in quei primi 4 km.
C'è subito un errore di percorso, uno stop in mezzo al niente, una nuova strada presa ( e molti devono ringraziare) seguendo Rainer che ha caricato il percorso sul garmin che punta dritto al punto di entrata in acqua passando tra rovi costeggiando reti metalliche e quant'altro.
4.200 metri e siamo al primo punto cruciale ...... l'enfasi si accoppia alla curiosità, al timore, ma non v'è nessun dubbio, nessuno stop/rallentamento/indecisione.
Via gli occhiali da vista, su quelli da nuoto .... il primo impatto  non è gentile ne con i piedi ne tanto meno con la faccia, mentre i primi sembra siano stati ricoverati in un freezer (la sensazione di perdita della sensibilità è immediata), la seconda sembra letteralmente trafitta da coltelli, ma in fondo si "sta bene" perché il corpo tiene.
Il calore accumulato nella corsa risulta dominante l'acqua una volta entrata nella muta si scalda non causando nessuna difficoltà ne di respirazione ne di freddo percepito sul corpo.
L'ambiente è abbastanza tonnara e nei primi 900 di nuoto la difficoltà maggiore è quella di stare vicini  tant'è che per un discreto tratto perdo Rainer.
La carambata per il ritrovo non è organizzata da nessuno ed avviene in modo completamente fortuito dopo qualche centinaia metri, nessuno versa lacrime di commozione, nessuno si era accorto e forse a nessuno (in quel frangente) importava. Tutto è bene ciò che finisce bene e  l'ultimo chiude la porta ma solo dopo che siamo usciti dal lago assaggiando sin da subito il fango, l'odore delle rive ed avendo l'onore di sperimentare, una volta fuori,  la parlata FFF causata dall'anestetico naturale della mascella (il freddo) più la fantastica sensazione di correre sensibilità alcuna sin da sotto il ginocchio.
Obiettivo concordato è sorpassare il primo blocco di nuoti (plurale gentilmente concesso) che alternati a corse corte non permettono al fisico di ritornare in temperatura subendo così la gelida  acqua.
Rainer ha già assunto la monoespressione, io (fortunatamente non mi vedo) no anche se  non credo di essere tanto lontano.
Corriamo bene e approfittiamo anche del primo ristoro,  giusto per una bevanda rinfrescante,
visto il freddo intenso le scorte energetiche sono state raddoppiate le scorte, ho Enervitene infilato dappertutto,  quasi :-). Ogni ristoro sarà onorato (è legge) per alimentare la fiamma fisica che ha il compito di scaldare un corpo che col passar delle ore  calerà drasticamente la temperatura.

Rainer fa lo spiritoso
all'ingresso della seconda tratta di nuoto dopo circa un centinaio di metri nuotati uno a fianco l'altro, sopraggiunge, alla nostra sx, una coppia femminile.
Andatura motoscafata sfruttando l'optional corda, ci affiancano scivolando in avanti bracciata dopo bracciata.
La voce  di Rainer riempie l'aria lacustre ..... " mettiamoci in scia  !!! "
E' un ottima idea,  accosto a sx e mi infilo in quell'acqua aperta dalle due atlete.
Tutto ciò che richiede attenzione mentale mi aiuta a non ascoltare la temperatura dell'acqua, quindi  positivo.
Ciuccio schifosamente (come direbbe un ciclista) la scia,  non so quanti minuti passino prima di controllare la situazione.
Effettuo una respirazione molto accentuata verso il posteriore  notando Rainer indietreggiato e sopratutto completamente dal lato opposto, intento a giocare con una coppia mista ..... il maiale :-).

Sarà l'inizio della sua andatura "destronsa" che lo porterà a costeggiare tutti i laghi, anche quelli con canneti e pericolose erbe officinali dalle lunghe branchie, nella speranza, forse , di trovare un anima buona sulle sponde che lo inviti attorno ad un fuoco caldo.
Il secondo lago sarà anche quello del sorpasso della coppia Girasole - Fornasari  che forte di una locomotiva natante di serie A  andrà man mano ad avvantaggiarsi durante tutto il corso della competizione ma sarà, in fondo , l'ultimo dei problemi.
Onore ai forti, gatta ci cova senza lasciare lo zampino e si stava meglio quando si stava peggio.

Fuori dall'acqua,  temibile passerella sguillante e di nuovo dentro per la percorrenza del canale gimcanata (unione di due laghi) nella cui entrata Lisa sorridente e grintosa ci dona una ulteriore carica.
La terza entrata in acqua è già causa di una prima e netta selezione nel gruppo di concorrenti;
i visi, la decisione, l'indecisione, gli incitamenti di parte della coppia all'altra sono il film realistico di una splendida competizione che nessuno vorrebbe abbandonare.
Un fantastico e naturalissimo ambiente ci scivola a fianco mentre con la nostra fatica "lavoriamo" per stivare sempre più metri alle nostre spalle.

Il mio fido scudiero, nel canalone, conferma il calo di energie natatorie affiorate nella seconda frazione  evidenziate anche dal non più controllo della direzione ideale.  E' sempre a destra, anche quando il canale piega a sx  rimane opposto attuando una ferocissima lotta con le pericolosissime alghe di fiume che cercano di rapirlo, portarlo nei fondali per trasformarlo in humus .
Il primo blocco è alle spalle, il pensiero di non farcela non esiste più anche se siamo sul gelato andante, parliamo FFF ma corriamo e stiamo mentalmente bene.
Il ristoro (nel parco di una sontuosa villa),  è come un piccolo ristorante, ingurgito ogni cosa con l'aggiunta di un enervit one hand  prima del"lancio" nella frazione podistica seguente che, con i suoi 4 km e spicci, ha il compito di rialzare il calore corporeo in vista del secondo ed impegnativo blocco.
Non c'è assolutamente più sangue nella parte inferiore delle gambe.


Sensibilità zero, è come avere due pezzi di legno ai piedi che, ad ogni passo, sbattono su due tronchi innestati poco più in alto nelle ginocchia. Vibrazioni forti ad ogni passo, gambe che danno l'impressione di andare da tutte le parti in una corsa forzata che, per evitare appoggi maldestri, è guidata totalmente dagli occhi.
Fastidiosa, difficile e pericolosa per le articolazioni completamente sorde.
E' la mente che da il ritmo, che spinge le gambe al movimento  continuo, è la bellezza di quei posti completamente fuori dal mondo (in realtà molto più mondo del nostro) , la capacità di osservami dall'alto vivendo lo spirito, che alimenta la mia energia avvolta da una, per quanto gelida, affascinante coperta.
Servono oltre 3 km per cominciare a sentire il flusso caldo della circolazione che si rimpadronisce dei piedi, è una sensazione strana, l' accolgo con gioia (seppur esterni  dolore) in vista di quell'ultimo km che ci divide dal prossimo bagnetto .
Una tratta abbastanza corta seguita da un 1500 metri di corsa, 1500 (temibilissimi) di nuoto prima dei tanto attesi ottomila podistici che vestono le sembianze di un vero e proprio camino acceso.

Il Regalo
il regalo avviene in corsa,  non previsto, non atteso, scartato passo dopo passo grazie agli avvisi chilometrici del fido Garmin (anch'esso contrariato dalla temperatura) . Il primo pensiero è di un 1500 molto abbondante , il secondo di aver sbagliato e saltato parte del percorso, il terzo la conferma poi pubblicata sul comunicato stampa dell'organizzazione.
In sintesi: a causa dei tanti ritiri causati dalle fredde condizioni climatiche, l'organizzazione ha tolto una tratta natatoria di 1500 metri trasformando di fatto la frazione lunga di 8000 m. in 11.000 (1500 + 1500 -ex nuoto + 1500) .

Non apro la muta
non ci penso neanche un attimo  così come non penso ne ad abbassarla, ne a togliermi i guanti e nemmeno il neoprene dalla testa.

Voglio emulare l'omino Michelin ed accumulare il massimo del calore possibile in vista dell'ultimo ed impegnativo blocco che ci porterà all'arrivo di quest'incredibile sfida agonistica.
Ci nutriamo al ristoro, banane, energy dring, prima di immettere nel fisico un altro Enervit Enervitene e via verso la fase di riscaldamento in uno dei pochi tratti di asfalto che anticipa un bosco strepitoso.
Rainer è ancora nella situazione mono espressione, forse un po' più gobbo, ricurvo in avanti ma quello è l'effetto della busta con cartina, bende che ha ben pensato di stivare nella schiena  e che puntualmente sale verso l'uscita trasformando la sua muta in una sorta di tuta da motociclista.
Una volta rimessa in moto la macchina corriamo ancora bene attraversando l'ulteriore e fantasticamente colorato dai caldi (solo loro) toni dell'autunno bosco che ci viene incontro.
Le mie Zoot TT Ultra 7.7 fanno un gran lavoro garantendomi il grip su tutti i terreni compresi quelli per cui proprio non sono nate ma ai quali sono state costrette, molto positivamente, ad adattarsi  e , vorrei dire tenendomi caldo il piede ma ahimè  sarebbe chiedere troppo.

Al di là di una recinzione,  alla sx del sentirero che percorriamo, una mandria di Daini o similari attraversano di corsa una verde vallata, ne rimango estasiato , è natura, vita, libertà,  lo comunico a Rainer che corre al mio fianco, non scossa orecchio ed imperturbabile continua nella

sua concentratissima corsa.
Solo a fine gara saprò che non li ha visti .........giochi di fatica , storie gelate.
Più o meno intorno all'ottavo chilometro sento la necessità di buttarmi in acqua,  non pensavo che sarei mai arrivato a tanto , a desiderare di essere immerso in quella massa fredda, eppure è così, sto letteralmente bollendo all'interno di tutto quel neoprene  troppo complesso da togliere ..... i guanti non sarebbero entrati  più, le cuffie, gli occhialini , gli occhiali da vista  troppe azioni da fare, troppi oggetti da tenere in mano in attesa dell'imminente entrata lacustre.
Bosco puro fuori sentiero, riacciuffiamo e passiamo la coppia di riferimento del nostro viaggio, loro nuotano con pinne, ci surclassano in ogni specchio d'acqua passandoci come se non ci fosse un domani per poi essere ripresi nella frazione di corsa.
1.200 pronti ad essere solcati, l'acqua fredda è impietosa, ci assale entrando a contatto con tutto il corpo, ormai non abbiamo più energie per alimentare la stufa umana, ci tocca battere/stringere i denti.
E' faticoso farlo, considerando anche l'impossibilità di spingere al massimo  e qui mi pento di non aver mai provato l'uso della corda in allenamento.
La non perfetta giornata natatoria del mio socio mi costringe ad una spinta meno possente, incisiva lasciando così il corpo in balia delle leggi fredde dell'acqua che in quel tratto hanno un picco, nei 200 metri finali di acqua bassa, incredibile che attesto sicuramente intorno ai 9 gradi.
Esco un attimo prima di Rainer, lo attendo saltellando (vietato fermarsi, questo il prezioso consiglio al brieffing), solo 900 metri di corsa di cui il primo tratto con le articolazioni completamente inchiodate dal freddo, non c'è più niente nelle vene , le gambe ormai sono un prolungamento, una simil protesi che sbattono sul suolo in un disordine sportivo inenarrabile, non c'è una linea precisa, solo un input mentale mentre il corpo trema costantemente.
Rainer urla entrando dentro al successivo specchio d'acqua
- solo 800 !!!  gli ricordo
L'uscita da quelli sarà la vittoria, la fine, l'immissione allo sprint finale caratterizzato da un 4000 che ci permetterà di riscaldare un po' il corpo prima dell'ultimo 500 e lo shoos finale.
Qualche secondo dopo capisco il perché degli urli di Rainer che nel frattempo ha già iniziato a scarrocciare verso destra forse ancora alla ricerca dell'omino col fuoco.
Lo raggiungo e passo,  rallento  il ritmo il più possibile, sento costantemente l'acqua che avvolge le braccia, le spalle, il corpo mentre l'occhio cerca e fissa il più possibile la bandiera d'uscita alla ricerca della percezione del movimento.
Ogni mio controllo indietro  è una coltellata all'apparato respiratorio, la torsione che faccio in acqua permette a una vasta quantità di acqua nuova di entrare all'interno della muta togliendomi il fiato ma , bracciata dopo bracciata anche l'ottocento finisce trasformando l'odore di marcio presente in riva in un delizioso e alquanto ricercato profumo.
Salto sul posto ...è un freddo becco, incito Rainer, ne esce poco dopo visibilmente provato ma mai domo, stranamente ingobbito nonostante la busta fosse ora in basso :-) ;  il ghiaccio che incrosta caviglie e legamenti  viene divelto in pochi passi, allunghiamo  verso quell'ultima scorribanda "lunga" attraversando il bosco che sfocerà al monumento visitato il giorno prima spiando la gara su distanza sprint.
C'è il sorriso e la voce pimpante di Lisa ad accoglierci ed a festeggiarci " è finita, bravi,   ..... vi aspetto all'arrivo"

Dentro ?
Qualcosa di grande gira vorticosamente riempendo ogni piccolo anfratto di Pelò

soddisfazione
emozione
consapevolezza
gioia
commozzione

emozioni forti per un fisico che continua a difendersi regalandomi sensazioni fantastiche, per una mente che può, vuole, lotta fino in fondo e seppur in difficoltà sente il bisogno di non abbandonare la mischia se non dopo averla provata;
è una fantastica sete che non accenna a placarsi e che già ora ha intravisto nuove sorgenti da cui attingere acqua per continuare a sognare.....vivere.

Qualche segno della croce me lo sono già fatto, esplosioni di commozione mi hanno già investito girovagando, dentro a quell'ultimo bosco, nei meandri importanti della mia vita.

Non sento più niente, l'ultimo freddo mi è saltato addosso come una carogna  al ristoro precedente. Neanche il tempo di fermare le gambe,  immediato, violento e potente ma ormai solo un ricordo lontano; la fatica è scivolata via dal mio corpo sapientemente sistemata in un pertugio dalla mente, negli occhi c'è la gioia mentre osservo il mio compagno ancora vittima della mono espressione (penso che sia effettivamente congelato) e con lo sguardo fisso avanti a se.
Le ultime sue parole sono state "mi metto a piangere" ....... e non parlava di commozione.
E' una vittoria costruita insieme, pacatamente creata/vissuta nel pre ed egregiamente condotta nel mentre.
Un bel feeling mentale,  prestazionale con la tranquillità che una defiance  avrebbe semplicemente fatto parte dei giochi;
insieme a Eto Massimo Fornasari, Federico Girasole con i quali abbiamo condiviso oltre agli allenamenti tutto ciò che è stata l'avventura 1000 laghi,  a Lisa che mi ha supportato e sopportato (nei momenti di sclerosi acuta) con la sua vicinanza/positività e il suo, nostro, amore.
Insieme a Diego Novella, le sue belle scarpe ,Grillo Luca (ancora intento a capire il perché di un ritorno in patria senza funghi ), ed a tutta la banda Italiana presente in terra Germanica.

L'ultima entrata, solo 500 metri di nuoto ci dividono dalla passerella conclusiva, l'acqua è fredda ma non ha più nessun potere, m'immergo con decisione paragonando quell'ultimo brivido alla rispettosa stretta di mano di un atleta che hai appena battuto.
Mi avvolge con tutto il suo "calore" , le braccia girano ancora decentemente e l'impatto della palette nello specchio acquatico è ancora gentile mentre gli occhi trovano il riferimento dell'uscita confermando il potere del freddo nell'aguzzare la vista.

La grata in ferro appare obliquamente sotto i nostri occhi, il piede punta riportandoci per l'ultima volta in posizione verticale, la sensazione dell'acqua che scivola via dai nostri corpi (uscendo definitivamente dalla muta) ha un sapore dolcissimo, ....... ultimi 500 metri , il peccato della parola fine imperia per un attimo.
E' sempre "triste" finire,
non c'è difficoltà fisica/impegno mentale che possano variare questa mia condizione, rimane sempre al termine di uno stato capace di farmi star bene, regalarmi libertà pura, vita, essenza del mio essere.


Ma, ... se non ci fosse il traguardo non ci sarebbe tutto questo, .... sono pronto, corro sereno, pimpante, probabilmente anche più eretto a fianco del 50% di DAS der Gassen,  una Lisa euforica e sorridente arriva alle nostre spalle, ci sorpassa anticipandoci all'arrivo, do un colpo  di paletta a Rainer, è ancora concentrato a capo leggermente chinato verso il basso , io sono nei mammoli, condivido tutto col mio cuore, rivivo le paure ed ogni attimo di quell'incredibile avventura, mi sento forte.
La voce dello speaker, il prato, le vele Otillo creano il corridoio d'arrivo, percepisco un bellissimo sorriso farsi largo sul mio viso (che scoprirò poi gonfio come una palla da basket).
E' il picco di gioia, l'orgasmo dell' uomoatleta,  potente, squassante, immenso.

La linea Finisher è alle nostre spalle, vocaboli esteri riempiono l'aria mentre abbraccio  Rainer grande atleta dalla caparbietà e scorza insolcabili (dimostrata in tutto il week end) prima di raggiungere Lisa sorridentissima a fianco le barriere di protezione del rettilineo finale.
E' un bacio, un abbraccio grande, che va oltre alla gara e che la ringrazia  per quanto è stata capace di darmi in quei difficili momenti di tensione e nel corso di tutta la gara.


Rimane qualche bicchiere di the caldo mentre velocemente ci cambiamo e asciughiamo per evitare che il freddo torni a saltarci addosso, la linea emozionale, come da prassi, comincia ad abbassarsi per far rientrare tutto nella normalità, lasciando però  saldate dentro di me  vivide emozioni pronte a riaffiorare ogni qualvolta la mente chiederà di sentire ogni piccola sensazione di quei tanto temuti 1000 laghi.

Non ero mentalmente pronto .... ma lo rifarei mille volte

Domani Arriva Sempre
Andrea Pelo di Giorgio





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