venerdì 16 giugno 2017

Cognizione di causa

Non ce l'ho fatta,
non è assolutamente un problema, anzi , come sempre sono molto contento di averci provato, di aver dato il massimo ed aver seguito l'istinto che pulsava dentro spingendomi verso la mia "novecolli swimrun"
Stop a metà evento, su mia scelta effettuata con estrema lucidità (oggi più che mai felice di averla fatta) comunicando nel mezzo di un sacrosanto temporale al grande amico Oliver che l'ora dello stop era sopraggiunta.
Ore 2,30 a sedici ore e trenta dalla partenza effettuata dalla spiaggia libera di Cervia finiva il gioco NoveColli SwimRun
Tranquillo, non dico sorridente ma tranquillo e certo di aver valutato tutte le possibilità eventuali che sarebbero potute succedere di lì in avanti.

FUORI IL COLPEVOLE !!!  allora

E fuori sia, a distanza di qualche giorno e anche di consulenza esterne la situazione è stata valutata un po' sotto tutti gli aspetti, partendo dalla prima e cioè che probabilmente, per tante ragioni, non ero poi così pronto per stare sulle gambe per così tanto tempo dopo uno dispendio energetico natatorio non da poco.
Eppure fisicamente non posso dire che stavo male, i "dolori" erano i classici che sento in competizioni sulla lunga distanza, niente meno, niente più  con l'evidente differenza di un movimento corto ed una flessibilità sparita del tutto.
Un paio di bastoncini secchi sotto un tronco secco anch'esso.
Aridità muscolare tendinea sopraggiunta per disidratazione questa è l'impressione che aveva chi mi guardava da fuori.
Io provo a dire che non dovevo agire di conserva nella prima parte, dovevo osare di più ma probabilmente è una teoria molto più fantasiosa.

Nessuna sensazione percepita mentre tranquillo, in compagnia dell'amico Andrea Antoniacci, sbracciavo nella calma del mare Adriatico dentro al mio pigiama da nuoto Zoot Prophet.
Un contesto a dire poco affascinante, sopraffatti ed attorniati da minacciosi ed al contempo splendidi cumulinembi.
Nel lontano orizzonte qualcosa di potente stava succedendo, l'imperfezione visiva, confermata dal brontolio dei tuoni, garantiva rovesci temporaleschi.
Tuoni e sporadiche scariche di energia cadute in acqua (fortunatamente lontano) confermavano la tesi mentre magicamente il mare e l'aria si mantenevano calme permettendoci una tranquilla nuotata ed una temperatura assai gradevole.
Due ore e venti di acqua per coprire gli otto chilometri del percorso natatorio.
Tranquilli, calmi , facili ma molto più dispendiosi di quanto in realtà non percepissi.
Una borraccia di Mineral light Inkospor  è poca cosa rispetto a quanto speso (somarello) e sicuramente è poco il tempo che do al mio corpo per reintegrare prima di riprendere a spendere, ma non ci penso sono distratto dagli amici, dalle chiacchere e dall'ambiente di quella gara così poetica ed estremamente dura.
Mi sento bene, una volta recuperato il calore dei piedi (scappato nella passeggiata a piedi nudi dal mare fino alla zona partenza) mi sembra che tutto stia, sia al posto giusto. 
Probabilmente è il potere dell'euforia che nasconde ancor meglio le magagne nascoste visto che la
sensazione ottimale  ben presto comincia ad essere macchiata da qualcosa di strano, di non precisamente definito che mi porta ad esclamare,tra una cavolata e l'altra  (in fondo rimango il solito cazzone) "teniamo un ritmo troppo allegro". 
IRREALE, ai 6 min/km .... partiti da poco ...non si può avere quella sensazione.

Arrivo puntuale alla partenza ufficiale dai Sette Crociari (anomalo) dopo 21 km corsi  in allegria a spasso tra gli amici, poche centinaia di metri e la strada comincia a pendere.
Sapiente di quello che è la novecolli running decido di prenderla con garbo lasciando girar le gambe ad un ritmo inferiore rispetto alle mie memorie e sopratutto mantenendo una "costanza d'esercizio" che d'inizio definisco voluta ma che ben presto capirò imposta.
Costanza che (stranamente) rimane invariata anche in discesa,  non riesco ad allungare la gamba, il passo, la frequenza andando anche ad impattare contro la forza di gravità che cerca di farmi scivolare più velocemente.  Qualcosa mi trattiene inducendomi una frenata che si tramuterà ben presto in "sofferenza" muscolare/articolare mentre chiunque mi sfila staccandomi .... almeno fino alla salita successiva nella quale, non variando il ritmo, pian piano recupero.
Già a Polenta sono completamente incancrenito dentro ad un monoritmo dalla simpatia zero dal quale non riesco ad uscire, soffrendone l'imposizione.
Manca la libertà di corsa
Continuo però a star bene fisicamente e ad inserire tutte quelle sensazioni nel capitolo "normali sensazioni da sforzo fisico prolungato" compreso il ritmo lento che probabilmente è la parte che soffro di più nelle ultra.
Fisico, mente, umore e muscoli fanno tutti il loro dovere ma rimango statico in quel passo che non fa altro che trasmettermi le sensazioni di una corsa piatta in cui c'è solo da lasciar passare il tempo subendo la mancanza di una qualsiasi incisività e soffrendo l'assenza assoluta di elasticità.
Reagisco parzialmente all'attacco della salita di Pieve di Rivoschio, non è molto ma  fa già la differenza, recupero bene su vari compagni di avventura e respiro la piacevole sensazione competitiva.
Rimane però un azione mentalmente forzata, necessita di molta concentrazione per mantenerla attiva garantendomi un passo che invece dovrebbe fuoriuscire dalle gambe naturalmente.
E'  sufficiente  lasciar divagare il pensiero per un attimo  che il ritmo ricade automaticamente in monomodalità .
Va così, mi sto muscolarmente e tendineamente seccando, inaridendo.
La dura discesa da Pieve di Rivoschio   sarà probabilmente il punto di svolta della mia situazione fisica, il punto in cui la mia azione si frenerà ancor di più irrigidendo anche la parte superiore del corpo.
4/5 km  sofferti, movimenti  sempre più corti con muscoli delle gambe sempre più impegnati nel frenare come ad evitare uno sbullonamento di qualsiasi giuntura di esse.
A nulla vale (in termini prestazioni) il manforte che mi viene data dagli amici, sono  "drammaticamente" in calando.
E' la successiva salita di Ciola che mi presenta il conto rallentando il mio ritmo anche nella pendenza verso l'alto in cui solitamente recuperavo; ora correndo  vengo tranquillamente sorpassato anche da chi sta camminando, pian piano scivolo indietro incominciando ad avere in cascina un ritardo sempre più importante rispetto ai miei parametri delle edizioni passate.
Ma in fondo sto bene,  ovvero, quella che vivo non è comunque una tragedia di sofferenza fisica ma solo una sensazione di impotenza nel non arrivare neanche vicino a ciò che dovrebbe essere, solitamente, una normalità .
Un po' come mettere dei fermi elettronici ad un auto lasciandole parzialmente la corsa del pedale del gas nulla.
L'apparizione di Lisa prima della fine della salita di Ciola mi regala un grosso sorriso e la felicità per un "noi sappiamo perché".
Mi sgambetta a fianco per un pò, osservandomi attentamente, nel tratto finale di quella salita che  ritengo una delle più impegnative di tutta la NCR, prima di rientrare a casa mantenendo però una presenza costante in me.
La lunga discesa da Ciola mi conferma di quanto in realtà sia in ritardo, è già buio pesante, non sono più minuti e la proiezione di arrivo alla cima Barbotto è infatti spostata molto in avanti.  Passo Mercato Saraceno, la salita del Barbotto si stende davanti a me,  .....poche centinaia di metri e, accorgendomi che in quel momento corro più lentamente della mia poco incisiva camminata comincio ad andare al passo.
La rinomatissima salita, ad ogni modo mi scivola via abbastanza velocemente chiacchierando del più e il meno o tra il lusco e il brusco.
Sono le 11,30 quando arrivo affamato al ristoro del Barbotto,  oltre 2 ore di ritardo ....... oltre.
Mi cambio, mangio con la dovuta calma e riparto con l'ausilio dei miei bastoncini da Nordic  Walking ai quali, nei pensieri del pre gara, ho assegnato il compito di alleggerire l'impegno muscolare  delle gambe nella seconda parte.
Pensiero Stupendo ...cantava Patty Pravo ... giusto il pensiero perché nella realtà il movimento lungo del nordic non viene neanche se mi metto in ginocchio.
Accompagnato dal buio della notte, da un meteo tornato ad essere instabile, ristabilita la temperatura corporea insieme ad un ritmo che ormai non aveva più senso di essere copro uno dei tratti meno inebrianti ( a mio avviso) della competizione che porta fino al bivio in cui la gara ciclistica  divide  i 130 km dai 200.
La pioggia ormai scende decisa,  ho tolto la morbida felpa Domani Arriva Sempre usata per riscaldarmi, indosso il giubbotto tecnico D.A.S. ed anche il giubbotto in goretex sostenuto  per evitare l'inzuppamento.
A fianco, già da Mercato Saraceno, c'è Oliver (in quel frangente in auto), il programma lo vede correre insieme a me per tutti i 50 km dell'anello Ponte Uso - Ponte Uso (aveva già corso  la salita del Barbotto e parte del transito fino al bivio).
Al ristoro "deviazione" capisco di essere ormai ai limiti temporali, da dietro infatti il camion scopa si fa sotto facendo vittime su vittime .
Mancano 4,5 km a Ponte Uso ..... 45 minuti di tempo.
- Sono tutti  in discesa mi dice il responsabile del ristoro per darmi man forte.
- appunto,  rispondo smorfiando.
I conti non sono difficili, il mio tempo al km è quello, a forzare un po', a violentarmi posso starci dentro ma poi  ?
100 km ancora con l'obbligo di recuperare sul tempo massimo con due tronchi  al posto delle gambe? Obiettivamente molto improbabile.
Comunque riparto, mi rimetto in movimento mentre Oliver si allontana con l'auto.
Viene giù il mondo dal cielo,  un temporale di intensa intensità si rovescia sulla strada e su Pelò  che nel contempo ragiona, pensa, calcola ripassando ciò che è successo, ciò che comporterebbe l'intestardirsi e ciò che nelle settimane successive è già in programma.
C'è una cognizione di causa un filo logico, una coerenza che in questa particolare occasione va eseguita,  non ha nessun senso fare "l'eroe" ...... 5 km forse 10 in più con il rischio di creare dei danni.
E' nel pieno del temporale che affianco Oliver  e guardandolo dal finestrino spingo lo stop del mio fido garmin.
Sono passate oltre 16 ore dalla partenza del nuoto, la NoveColli SwimRun finisce lì.

Un leggero velo di amaro mi avvolge, innegabile, ma la consapevolezza di aver fatto ciò che dovevo e mi fa stare in pace col mondo.
Oliver non fa una piega, non dice niente, mi conosce molto bene e sa che se ho deciso così vuol dire che non era più il caso.
Mi apre l'auto , mi passa il vestiario asciutto  per potermi cambiare e allegramente mi accompagna fino al caldo abbraccio di Lisa ed al nostro impagabile materasso memory.

Sconfitta, incompiuta, fallimento ?
Per me è stata un esperienza importante, splendida in tanti dei suoi aspetti.
Utile nell'aiutarmi a capire particolari molto importanti, legati a me, alle mie possibilità, ai tempi necessari e magari alle modifiche che servono per compiere uno swimrun di dimensioni giganti.
La mia filosofia mi racconta che quando do il massimo non ho mai perso.
Comunque vadano le cose, ci sono delle emozioni, delle sensazioni che nascono e modificano il mio essere dal punto in cui comincio a pensare ad un progetto fino alla sua organizzazione ed attuazione. Loro rimarranno impresse dentro di me per il resto della mia vita compreso anche il sapore amarognolo del dover abbandonare,  fa parte del gioco, fa parte di me,  .... mi aiuta a crescere sia sportivamente che nella vita.

Ci sono tanti grazie, ci sono tante persone che non ho nominato durante queste righe per una questione di stile narratorio.

C'è il piacere di esserci, di vivere un altra volta la poesia unica che la NCR è in grado di trasferire agli atleti nel corso dell'avventura, la grande stima nei confronti di Mario Castagnoli, il piacere di rivedere amici che considero tali nonostante le rare occasioni.

Grazie a Lisa che mi è stata vicina ed è apparsa quando probabilmente sarei dovuto esser io a non esser lì e starle vicino, a Oliver unico ed insostituibile amico ed a tutti  gli amici come Andrea, Giulia, Daniele, Elena, Gaelle, Oscar, Belinda, Riccardo, Claudio, Cristian, Debora, Andrea, Daniele,Valeria, Gisella, Nerio ecc. ecc. che sono stati presenti a questo mio divagare sportivo mentale.

Grazie ai miei fantastici patners tecnici che accompagnano il mio divagare sportivo in questo fantastico 2017


Inkospor la mia energia aggiunta #iousoinkospor;






Hoka One One con le Huaka 2 stratosferiche per queste lunghe distanze, leggere, precise, performanti oltre ad una comodità estrema per i piedi;














Outdoor and Trekking Store Ravenna e Faenza,  tecnicamente preparatissimi e sempre disponibili nei miei confronti;







Zoot:  il mio guanto per una comoda e veloce performance in acqua e  ....per l'amore sicuro :-D ;









Just Pilates Studio : l'officina del mio corpo ;















Piscina di Cesenatico  un viaggio costante nella gradevole temperatura della loro vasca ;














Amref Health Africa per far star bene il cuore


#NovecolliSwimRun ... felice di averla provata


Domani Arriva Sempre
Andrea Pelo di Giorgio

giovedì 8 giugno 2017

Non ci siamo ma ci siamo - Unogas Energy Run Night

La comunicazione della nostra presenza,  questo è l'obiettivo del seguente post, comunicare al maggior numero di sportivi e aspiranti tali che l'evento estivo del Bagno Delfino verrà effettuato anche in questo 2017.

La scelta, direi obbligata al giorno d'oggi, di trovare partner commerciali che sostengano ed aiutino le manifestazioni a crescere sia come importanza che come attività presenti si scontra, purtroppo, con alcuni statuti di rinomati portali dedicati al mondo del podismo presi come riferimento per organizzare i propri calendari podistici o per trovare la corsa dell'ultimo minuto.

Per Domani Arriva Sempre non essere presente con il proprio evento su tali realtà, è chiaramente un grosso peccato ed una "mancata visibilità" che stiamo cercando di ovviare attraverso una presenza costante su Facebook , con campagne dedicate oltre al lavoro interno,  sui campi gara (laddove riusciamo) attraverso il volantinaggio e sui nostri siti come www.domaniarrivasempre.com ed il mio blog personale.

Ciò che speriamo  è che queste voci vengano assorbite, prese in considerazione e possibilmente rigirate, ritwittate e condivise sulle vostre pagine.

Per quel che riguarda l'evoluzione dell'appuntamento Delfino Run  ci siamo mossi al fine di creare un appuntamento che copra l'intero week end (14/15/16 Luglio) offrendo un programma vario e denso di appuntamenti di cui molti a carattere gratuito.
L'evento sarà supportato principalmente da Unogas azienda italiana di fornitura energia e si svolgerà nello splendido contesto della pineta e spiaggia di Pinarella grazie alla disponibilità del Bagno Delfino 131  .

Venerdì e Domenica si alterneranno attività come lo SwimRun, il Nordic Walking, Yoga, Stretch and Flex, Slake Line , Run Your Dog lasciando anche uno spazio dedicato alle parole di un personaggio sportivo/autore di libri che intratterrà il pubblico accorso ; Sabato sarà principalmente dedicato alla corsa con l'appuntamento dei bambini e quello serale degli adulti, da quest'anno è prevista anche una distanza di 20 km che consentirà ai podisti di percorrere lo splendido anello una volta con la luce solare ed una con la luce artificiale vivendone le diversità  emozionali.

Informazioni ed aggiornamenti sempre presenti sull'evento Facebook   (clicca lì) e sulle pagine dell'evento sul sito Domani Arriva Sempre (clicca lì) .
Dal sito, cliccando sull'attività di vostro interesse arriverete a tutte le informazioni del caso.

Ricordo inoltre, per quel che riguarda la podistica, la premiazione delle prime 10 squadre con più partecipanti (premi in natura offerti da "La Cervese Carni" )  e la presenza di due, ormai storici prosciutti vacanti, ben conosciuti dalle gambe veloci.

Come ogni anno  ristoro pasta party allegria e filosofia Domani Arriva Sempre

Un grazie di cuore a Inkospor , Outdoor & Trekking Store , La Cervese, Tipico, Just Pilates studio, Sessantallora, Il Chiosco del Lago, Qwine, Ristorante il Moro, il ranch di pluto, Extrema thule, L'ora degli animali

1 € di ogni iscrizione sarà donato ad Amref Health Africa a sostegno delle campagne solidali in corso










#siici

Iscrizioni agevolate (fin al 14 giugno)


Non ci siamo ma ci siamo   14/15/16 luglio, Bagno Delfino 131
                            Unogas Energy Run Night 

Domani Arriva Sempre
Andrea Pelo di Giorgio



lunedì 29 maggio 2017

Quaqquaraqqua - L'odissea Samsung S7 Edge

Può capitare che cada e può capitare che una di quelle volte cada veramente male, di taglio.
Il rumore sordo fa capire che quanto è successo ha sicuramente comportato danni gravi.
Lo schermo è una ragnatela, ma quello in fondo non è poi così grave anzi avrebbe uniformato questo mio ultimo cellulare (qualche mese di vita) a tutti gli altri avuti in precedenza, ma non  va più, ha colori strani, non mostra più le immagini ed al tocco chiama effettua chiamate random o operazioni che chiaramente non riesco a decifrare.

Un po' nervosetto, per il danno fatto, lo porto all'assistenza Vodafone del rinomato centro di Cesena)dove ho effettuato quasi tutti i miei abbonamenti/acquisti da poi che esiste il cellulare.

E' il 15 febbraio 2017.

Capto già dai discorsi, mi viene anche sottolineato, che i tempi non sono dei più veloci per via della non consegna dei pezzi di ricambio da parte della casa madre.
Non avendo altre alternative lascio il relitto S7 Edge  uscendone con un muletto offertomi, molto gentilmente,  dal centro ed un preventivo che toglie il fiato ....310, 00 €   pari quasi al valore del telefono acquisito con l'abbonamento, ma non posso dire niente perché il danno l'ho fatto io e l'assicurazione caso non l'avevo fatta.
L'opzione di poter avere un telefono in aggiunta con la stessa offerta (a rate nella bolletta) è legata all'apertura di un nuovo abbonamento con il vincolo di una ricarica automatica di almeno 10 € mensili più la rata del nuovo device (si chiama così) + la rata del vecchio non è chiaramente conveniente.

E' il 29 maggio e ho ancora il muletto in mano.

La gentile risposta che mi viene data  è sempre quella,
"Samsung non ci manda i pezzi di ricambio, non li manda ai riparatori" , ma se vuole lo spediamo a loro che lo riparano e glielo mandano con un costo maggiore  ( previsti non meno di 390,00 €).
In alternativa attende con il nostro muletto  che arrivino i ricambi sui quali però non siamo in grado di fare previsioni.

In aggiunta alle mie cortese lamentele e richieste di informazioni mi viene anche detto che:
"se ci fosse un servizio clienti Samsung al quale lamentarsi per poter sapere l'arrivo dei pezzi crede che non lo useremmo noi ? "

Ammesso e non concesso che la verità sia di casa al reparto assistenza del "mio" centro Vodafone mi sono premurato di chiamare il numero assistenza clienti della compagnia che increduli sulla situazione mi hanno garantito un sollecito e una informazione più dettagliata entro entro domani.


Attendo il domani ....che arriva sempre..... fiducioso almeno di conoscere chi tra il centro assistenza e  il colosso Numero 1 o 2 della tecnologia mondiale sta facendo la figura da Quaqquaraqqua

Andrea Pelo di Giorgio
Domani Arriva Sempre








venerdì 19 maggio 2017

Il giorno prima

E' arrivato anche questa volta,

il giorno prima.

Colui che sembra non arrivare mai,  che afferra l'immagine del tuo farò, sfumata e imprecisa, dal lontano all'orizzonte rendendola nitidamente chiara, vera e terribilmente imminente.

Lontana, lontana ed improvvisamente qui, con ancora un mucchio di cose da preparare, con la difficoltà di gestirle in preda ad un emozione che preme come un rullo compressore.

Il batter del cuore è secco, singolare,
il fiato manca ed il pensiero percorre impazzito i km che passeranno sotto al mio fisico quasi a prepararlo da ogni "varia ed eventuale".

Pensieri, paure, incertezze, tensione  .... gustosa nutrimento.

E' sentire la vita, vivere il tempo, ascoltare Andrea adagiandolo su un letto di emozioni che sarà per sempre vissuto.
Alimentare la mente, fortificandola,  lasciandola spaziare in un mondo senza confini.
Libertà.


Una nuova sfida
nuove sofferenze
nuove emozioni

SwimRun NoveColli  .
...sarò ancora  "....io"

Domani Arriva Sempre
Andrea Pelo di Giorgio
















sabato 13 maggio 2017

Può capitare

E' probabilmente il sogno sportivo, il desiderio recondito di tutti gli atleti.
Regala già piacere solo ad immaginarlo, a provare a viverlo solo facendo lavorar la fantasia;
lasciandogli spazio, entrandovi dentro  è impossibile non sentire gli angoli della bocca rivergere verso l'alto ed ancora più innegabile negare il dolce piacere che avvolge la propria immaginazione.

Può capitare in fondo.
Niente è dato per scontato nello sport e nell'organizzazione degli eventi sportivi, compreso anche il fatto che atleti più quotati, quel giorno lì, scelgano qualcos'altro.

Gioco in casa, Cervia è la mia città e ci tengo ad esserci, conosco la spettacolarità di un percorso che  si snoda in mezzo alla natura attraverso un suolo non facile muscolarmente parlando.
A sorpresa mi ritrovo il pettorale numero 1 ....mannaggia il mio 17 è già stato assegnato ..... e a sorpresa vengo virtualmente insignito del ruolo di favorito fatto che aggiunge un piccantissimo particolare in più al mio pre-gara.
Dormo tranquillo comunque, sono ormai lontani i tempi della tensione pre-maratona.  La mattina mi regalo un pre-gara fatto per il verso con tempi abbondanti, colazione tranquilla, riposino di 10 minuti al termine di questa ed arrivo in loco 1 ora prima della partenza.
Il tempo di far tutto con calma, caffè, pubblic relations,  riscaldamento e quant'altro sia utile a farmi sentire a posto accompagnandomi sereno verso il via che avviene puntuale dalla battigia di Cervia davanti al Bagno Fantini.
Poi ci metto del mio affinché l'avveramento del sogno non rimanga solo ed unicamente casuale.
Coroo come sempre, con il massimo dell'impegno fisico e mentale che è in fondo l'aspetto che più mi gratifica, rapisce ed in grado di ottenere il massimo dalla mia prestazione fisica.
Corro fantasticamente bene, il passo è sicuro, leggero, lungo e frequente,  è un piacere ascoltarlo, viverlo, osservarlo.

E' accompagnato da un respiro che non va oltre ,  non mi impicca e mi permette di essere presente e lucido lasciando ossigeno alla mente che elabora continuamente la sua strategia; libero di provare piccole azioni atte ad accrescere la mia sicurezza di, temporaneamente, primo assoluto.
E'  il piacere di "giocare" agli atleti, di essere sicuro di me, raccontarmi cose che mi assicurano  di essere il più forte mantenendo però la coscienza lucida e conscia che tutto quello che mi sto dicendo potrebbe in realtà essere , in un attimo, sgretolato dall'azione del mio/miei avversari dentro ai quali non  seono se non solo con delle ipotesi.
Il mio avversario è il compaesano Matteo Batani, un amico podista, leale e forte avversario sportivo,  ci conosciamo bene sotto tanti profili e distanze podistiche.
Ci riuniamo al 3° km circa, facciamo testa di corsa insieme impostando un buon ritmo che ci permette di metterci al riparo da qualunque sorpresa, poi la corsa, L'Ecomaratona del Sale, premia me lanciandomi verso l'avverarsi di quel desiderio divenuto ormai "l'occasione da non perdere".
Più importante del timing finale , più importante di tante altre considerazioni, non per il vincere ed essere il più forte ma per vivere profondamente ed intensamente le emozioni di un evento che sarà difficilmente ripresentatile ......imporsi nella distanza regina.
10 km da sogno gli ultimi, 10 km che mi permettono un cambio ritmo capace di farmi scivolare via ricaricandomi di forza passo dopo passo ed allontanando i temibile km della crisi in maratona.
So dove sono, so metro dopo metro quello che le mia gambe dovranno affrontare, quello che i miei passi dovranno calpestare, so che quel ritmo così bello da vivere non si affievolirà non permettendo a Matteo di rientrare lasciandomi libero di godere quanto di lì a pochi chilometri sarebbe arrivato.
La lunga spiaggia sferzata dal forte vento contrario accompagna i miei ultimi minuti di gara,  l'arco si avvicina con la dovuta calma  perché quando si fatica il tempo dimostra quanto in realtà è lungo da vivere,  è solo questione di pazienza,  di non aver fretta e sarebbe un peccato ad averne viste le sensazioni che mi attraversano.

L'arco giallo di Trail Romagna si presenta vicino, sono veramente il primo assoluto, ho il tempo di un passaggio nell'acqua del mare, per omaggiarlo, per ringraziare i miei piedi che accolgono il fresco come un regalo.
Entro nel corridoio finale giro la curva, ascolto lo speaker, alzo le braccia .........sorrido.
Il resto è tutto mio.

Grazie Pelò
#puòcapitare

Domani Arriva Sempre
Andrea Pelo di Giorgio












Grazie a:


 












sabato 8 aprile 2017

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E' storia,
fa parte della storia,
anche della mia,
di atleta e di uomo visto che lo sport sano contribuisce in modo importante nel formarlo.
Dieci prima di mettere la parola stop e progredire verso altri traguardi.
Dieci, alcuni bissati, trissati, altri solo provati, sfidati.


Tutti terribilmente vissuti, tutti degnamente accompagnati oltre la linea finisher.

E' un mix giusto nel quale ancora puoi parlare di prestazioni, velocità, un mix in cui l'agonismo regna ancora sovrano pur entrando già di diritto nell'ambito di quelle gare in cui gli altri sono solo comparse che riempiono l'ambiente.
La gara la fai con te stesso, conoscendoti, ascoltandoti .....sfidandoti.
Avevo detto basta, chiuso la porta ma senza gettarne la chiave,  in fondo non si sa mai.

Poi, cogliendomi di sorpresa, arriva nella splendida Cervia,  la mia città, tra la gente che conosco, che mi conosce.
Strizza decisamente l'occhio, soffiando su quella porta appoggiata

Questioni :
-  ci sarai ?
- lo facciamo ?

Affermazioni:
- non puoi non esserci Pelo.

Mi mostro titubante, indeciso, sfuggente
.....solo "tattica"
sento già il sapore, vivo la possibilità

10 anni dopo
cos'è e come sono cambiato.

la sensazione
cos'è e com'è cambiata


Cervia
la prima Italia

Riccardo Marini
Fabrizio Cutela
Dario Nardone

Il puntino rosso torna a macchiarmi

IronMan Emilia Romagna Pelò c'è !!!


















Sarà nel mio stile, quello libero,  preparato ma non da "professionista" o invasato di turno.
Libero, fino al momento,  di correre qualsiasi competizione/evento capace di regalarmi emozioni e farmi star bene,  libero di essere Pelò.

ll 23 settembre sarò pronto,
sopratutto mentalmente ....
lì vive la differenza

Grazie a:



e Claudio (detto Clandio) per avermi dato la possibilità di pedalare una splendida Cervelo P3 Crono che difficilmente le mie gambe riusciranno ad onorare





per la disponibilità, pazienza nei miei confronti  e l'opportunità nel farmi provare, correre e conoscere Hoka One One





per la fiducia riposta in Pelò e la scarpa giusta in ogni terreno/specialità





per la fornitura dei buonissimi integratori che riporterò all'aria sotto forma di energia messa sul campo






la mia seconda pelle in acqua, leggera, comoda, performante e impareggiabile




per i consigli, i test e gli esami sulla posizione in bici e quella in corsa





and my love Lisa abili nel cercare di tenermi bilanciato ed allungato sia fisicamente che mentalmente




e Davide Plachesi per la rigidità persa e che perderò a favore della flessibilità





per disponibilità uso e consumo dell'acqua costante di questi ultimi anni.





         






Il cuore è molto importante


Domani Arriva Sempre
Andrea Pelo di Giorgio